L’ex portiere granata, tra i protagonisti dell’ultimo scudetto del Torino, ha commentato in esclusiva a Toro.it il momento della squadra

Luciano Castellini, per tutti il “Giaguaro”, è stato uno dei grandi riferimenti del Torino tra il 1970 e il 1978, anni culminati con la conquista dello Scudetto nella stagione 1975/1976. Oggi, a distanza di anni, l’ex portiere ha parlato in esclusiva a Toro.it del momento vissuto dalla squadra, soffermandosi sulla recente nomina di Abate alla guida tecnica e sulla contestazione che continua a coinvolgere la società.

L’intervista a Castellini

Quali sono le prime impressioni che ha avuto sul Torino in questa nuova stagione?
“Onestamente, io sono uno che ha grande attenzione per le ex squadre e parlare male di una squadra dove mi sono realizzato mi dà estremamente fastidio. Seguo il Torino, vado spesso in città, non sono dentro la società. Mi piacerebbe essere più informato per dare un giudizio”.

Secondo lei, possiamo aspettarci un Torino più competitivo dopo la sosta, considerando anche un calendario sulla carta più agevole?
“Basta vincere una partita, poi perdi e non è più agevole. Non è cambiato nulla dal calcio dei miei tempi a adesso: ci sono molte più attenzioni, televisioni, molte più critiche. Prendi un gol e te lo fanno vedere 100 volte. Forse noi eravamo più privilegiati: vedevi la Domenica Sportiva ed era finito tutto”.

Come valuta la scelta di nominare Abate per la panchina del Torino?
“Sono contento, mi farebbe piacere che andasse bene perché è figlio di un mio amico portiere che è stato mia riserva a Napoli e che ho poi allenato nell’Inter (Beniamino Abate, ndr). Mi farebbe veramente piacere conoscerlo: quando verrò a Torino, andrò al Filadelfia a salutarlo”.

C’è qualcuno dei nuovi arrivati dal mercato che le ha fatto una buona impressione?
“Se non c’è un nome italiano, non mi fa impressione nessuno. I veri tifosi del Toro, fino a 15 anni fa, sapevano le formazioni a memoria. Adesso sfido chiunque a sapere una formazione a memoria. Questa è la metafora”.

Come valuta il rendimento di Perri e Mascardi nel reparto?
“Io sono arrivato a Torino quando avevo già fatto 100 partite in Serie B. Mi hanno accettato dopo che ho fatto vedere le mie qualità, mi ricordano ancora adesso e sono felice di questo. Il Toro ha sempre avuto buoni portieri, è un ruolo talmente delicato che devi accettare che ogni tanto sbaglino. Io credo che in qualsiasi società un portiere di esperienza serve, affiancato da un giovane promettente. Io ho avuto la fortuna di essere giovane e giocare nel Torino e avere la mia riserva Sattolo, che aveva già 35 anni, ed è quello che mi ha aiutato più di tutti. Non ci vuole molto per comprendere questa filosofia, però adesso sono vecchio e faccio solo retorica”.

È d’accordo con la scelta della Maratona di tornare allo stadio dopo lo sciopero della scorsa stagione?
“È giusto avere le proprie opinioni ed è giusto farle sentire. La contestazione c’era anche quando giocavo io, però la Maratona sarà sempre il cuore del tifo del Toro, perché non è una scelta da bambino ma di famiglia, perché il Toro è da anni che non vince. Non puoi prendere i bambini e farli diventare tifosi del Toro. È un lascito familiare, a Torino il Toro lo amano profondamente tutti, ma anche se va male è giusto, lo sa il presidente, la società, lo sanno tutti, bisogna accettare le critiche. Però il Toro è il Toro, non puoi lasciarlo solo“.

Ignazio Abate, head coach of Torino FC, looks on prior to the Serie A football match between Torino FC and AC Milan.
TAG:
slider

ultimo aggiornamento: 07-10-2026


Iscriviti
Notificami
15 Commenti
più nuovi
più vecchi
Andrea63
4 minuti fa

Il Toro è solo perché questa è la Cairese💩, caro giuaguaro, quando c’erano le contestazioni si facevano perché si pretendeva il massimo adesso si cerca di mantenere la categoria e non c’è un briciolo di programmazione! Sei stato il più grande portiere del dopoguerra! Invece adesso c’è la società peggiore… Leggi il resto »

madde71
madde71
31 minuti fa

Mi girano ancora x il cambio con Terraneo.
Comunque è giustamente orgoglioso che la grande maggioranza dei partenopei lo considerino il miglior portiere del dopoguerra

James71
1 ora fa

Castellini l’avevo già rivisto volentieri qualche mese fa nel film in tre parti sul Toro 1976 di Sky (compreso quando ha raccontato la scena di lui che inseguiva Pecci per le scale dopo che gli aveva fatto un gavettone 😁), il Toro però è già solo perché ha perso completamente… Leggi il resto »

Last edited 1 ora fa by James71

Ferrante: “Simeone? Il mercato lo ha distratto… Abate buon profilo ma servono i risultati”